Oggi sono tornato all'ENEA di Frascati, per partecipare ad una dimostrazione del sistema Visio, di cui avevo già parlato tempo fa: quella strumentazione che permette, attraverso una telecamera fissata agli occhiali, di produrre in una persona priva di vista delle sensazioni di percezione degli oggetti circostanti.

E' stata, per me, la terza volta.

Erano presenti due miei cari amici: Alessio, ormai ben conosciuto come uno dei più assidui collaboratori di WinGuido, e Laura, che recentemente ha fondato l'associazione Blindsight Project.

Entrambi hanno provato di persona l'impiego del prototipo.

Non parlerò delle loro impressioni, perché questo semmai, se lo vorranno, spetterà a loro, nel modo e nella sede che preferiranno.

Parlerò quindi delle mie: mi sono trovato a riconfermare, e a rafforzare, l'idea che me ne ero fatto le altre volte.

Si tratta di qualcosa che certamente non farà nessun miracolo, che non arriverà mai a liberare nessun cieco da certe necessità quali farsi accompagnare oppure fare uso di bastoni o di cani guida.

Ma che ciò nonostante potrebbe dare molto in termini di miglioramento della qualità della vita, e che varrebbe la pena di lavorarci e di investirci sopra, per arrivare a farlo produrre a livello industriale, piuttosto che lasciare che quella iniziativa finisca abbandonata e dimenticata.

Questo significa darsi da fare, e, soprattutto, rischiare. E sappiamo bene che questo non avverrà mai da parte di certe associazioni e organizzazioni che ormai sanno cercare soltanto la pappa pronta da potersi accaparrare.

Bisognerà quindi individuare gli interlocutori giusti. Il solo modo è continuare a parlarne, a far sapere che quell'idea esiste, che c'è stato chi ci ha lavorato sopra a lungo, che è stato realizzato quel prototipo. E che chiunque lo desideri ha la possibilità di andare a Frascati per provarlo su sé stesso, con l'assistenza del personale dell'ENEA.

Io ribadisco la mia disponibilità ad agevolare, per quanto mi è possibile, chi vorrà farlo.

Ritorno.