Ancora una volta torno a parlare del sistema "Visio": cioè quel complesso formato da telecamera, elaboratore e sensore ad aghi vibranti, progettato anni fa presso l'ENEA di Frascati e realizzato sotto forma di prototipo, che serve per trasmettere sensazioni sostitutive della vista.

Oggi, in una scuola di Roma, ho presenziato ad una presentazione di quel sistema, a cui ha partecipato la mia amica Emanuela, la centralinista dell'ENEA che da anni lo usa con soddisfazione.

Per l'occasione, Emanuela ha dato lettura di un articolo da lei scritto. Anch'io l'ho pubblicato nella pagina degli articoli di questo sito.

Adesso ripeterò cose già dette. Ma nulla è cambiato dalle altre volte che l'avevo fatto, perciò preferisco ripetermi, a costo di risultare noioso.

Quella strumentazione giace ormai da anni quasi dimenticata nei laboratori dell'ENEA di Frascati, senza che nessuno si sia mai interessato di fare ciò che non compete certo all'ENEA: realizzarla a livello industriale e distribuirla.

Non è un sistema che possa fare miracoli del tipo permettere di uscire in strada autonomamente senza più dover usare bastoni o cani. Non è un sistema che possa cambiare la vita a nessuno.

Ciò nonostante, e posso dirlo sia per via dell'esperienza di Emanuela, sia per averlo provato io personalmente ad occhi chiusi, sia per averlo fatto provare a degli amici, è un sistema che può dare molto in termini di possibilità di apprezzamento dell'ambiente circostante. E quindi di qualità della vita.

Qualcuno dirà: "E chi se ne frega! a me interessa uscire di casa senza bastone, se quel sistema non me lo consente non ci faccio un tubo!".

Bene. Chi la pensa così, è padronissimo di pensarlo e vorrà dire che, se un giorno Visio sarà davvero realizzato in serie e messo in distribuzione, potrà fare a meno di procurarselo e di imparare ad usarlo. Sarà contento: soldi e fatica risparmiati.

Io invece dico che, se per mia disgrazia un giorno dovesse succedermi di perdere la vista, un apparecchio così vorrei averlo.

Quindi, dato che c'è già stato chi si è preso la briga di progettarlo, adesso si tratta di darsi da fare per i passi successivi: farlo produrre industrialmente e metterlo in distribuzione.

Finché nessuno se ne interesserà, continuerà a rimanere nient'altro che un prototipo dimenticato lì all'ENEA, ed usato tutt'al più da Emanuela. Almeno lei...

Ritorno.